- La Chaparral 2F

Il progettista statunitense Jim Hall è stato uno dei precursori dell'utilizzo degli alettoni mobili sui mezzi da competizione e le sue teorie vennero riconfermate con la nuova Chaparral 2F del 1967.

La sezione frontale

La sezione frontale

Tale vettura riutilizzava le caratteristiche aerodinamiche della precedente 2E applicandole sul telaio della 2D ricoperto da una nuova carrozzeria in fibra di vetro.

La sezione laterale

La sezione laterale

La 2F aveva una grande ala che poggiava sulle sospensioni posteriori e una presa d'aria anteriore faceva in modo che la pressione impedisse alle sospensioni di comprimersi alle alte velocità.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Come propulsore venne montato uno Chevrolet V8 7.0 da 525 cv gestito da un cambio automatico a tre velocità con convertitore di coppia, e quest'ultimo rappresentava il punto debole della vettura. Non potendo disporre di un freno motore adeguato la 2F era solita surriscaldare esageratamente i freni a disco con la conseguente rottura dopo un'utilizzo maggiore rispetto alle altre vetture con cambio meccanico.

Lo schema tecnico della 2F

Lo schema tecnico della 2F

Portata in gara per tutta la stagione 1967 del World Sportscar Championship, l'auto conquistò solamente la 1000 km di Brands Hatch per poi essere ritirata a fine campionato.

La 1000 km di Brands Hatch del 1967

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Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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