L’estate scorsa sono andato a Milano per il salone chiamato Mi.Mo., e dando un’occhiata alla lista di espositori ho visto un nome familiare: Koelliker.
Koelliker non è un costruttore, è importatore e distributore che è passato dal collaborare con Mitsubishi a SsangYong a 5 brand specializzati in elettriche fra cui Karma.
Faccio una premessa. Amo SsangYong, in parte perché mi hanno portato in Russia nel 2017 e in parte perché simpatizzo per gli underdog. Ma il brand è in condizioni abbastanza comatose, e neppure l’aiuto finanziario del governo coreano ha fatto la differenza. Sapevo che prima o poi Koelliker avrebbe mollato SsangYong ma rimpiazzarlo con Karma, be’, è un bel passo in avanti.
Karma Automotive è nato dalle ceneri di Fisker Automotive (ormai defunto), fondato in California a metà degli anni 2000 dal designer danese Henrik Fisker. Qualcuno forse lo ricorderà perché James May guidò una Fisker Karma per Top Gear.
Wanxiang Corporation - un gruppo di investimento Cinese (ma va) - ha acquisito il marchio e i brevetti per utilizzare il nome Karma, ha cambiato il nome da Fisker Automotive a Karma Automotive, e ha assunto Henrik Fisker come direttore del design, che è il motivo per cui la Karma Revero somiglia molto alla vecchia Fisker Karma.
E per me è un bene, perché la Karma Revero è bella. Ho avuto la possibilità di vederla dal vivo al Salone di Los Angeles nel 2019 ed ha una linea pulita, filante, sinuosa.
Arriverà presto una nuova versione GT, ma nel frattempo è disponibile la GS6 da 540 cavalli e con 500+ km d’autonomia. Prezzi a partire da €80.000, che non sono pochi ma la rendono più economica di Porsche Taycan e Tesla Model S, le due rivali dirette.
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Comments (1)
Da SsangYong a un proiettile da 540 cavalli il passo è breve @tribe