Dallara Stradale

L'emozione della scoperta

Visto il mio amore viscerale per il mondo dell’automobile, sono sempre attratto dalle emozioni che una vettura è in grado di suscitare, così come dalla storia attorno alla sua stessa nascita. Così, vedere l’Ingegner Dallara dare alla luce la sua prima autovettura omologata per uso stradale all’età di 81 anni, è qualcosa che toglie il fiato…

“Mi piace pensare che Colin Chapman, che ho incominciato ad ammirare fin dai tempi della sua Lotus Seven, approverebbe l’essenzialità e la semplicità di questa vettura": così Giampaolo Dallara, Presidente della Dallara Automobili presenta la nuova Stradale, la prima macchina con il brand Dallara nata dopo anni di dominio sulle piste di mezzo mondo.

Sono tutte Dallara le vetture di Formula Indy, sono tutte Dallara le monoposto di Formula E elettrica e molte aziende di F1 ricorrono sempre alla Dallara per consulenza strategiche. In una parola, se il loro brand è così ricorrente, signica una cosa molto semplice: sono dei fenomeni.

Subito la mente torna indietro, a qualche scatto in bianco e nero al tempo della leggendaria Miura, passando poi per numerosi progetti nel mondo delle corse, fino ad arrivare appunto alla Stradale, sogno dell’ingegnere che si è tramutato in realtà (anche) grazie al lavoro di uno dei suoi “pupilli”, un tale Loris Bicocchi…

Oltre a questo la Dallara Stradale sposa perfettamente la filosofia del “less is more”, proponendo una barchetta dal design estremamente pulito, aerodinamica raffinatissima, motore centrale, peso piuma, trazione posteriore e l’opzione del cambio manuale… Che capolavoro!

Questa barchetta ha oltretutto tre configurazioni: una più pistaiola (con un grosso alettone posteriore, capace di sviluppare una downforce quasi pari al peso della vettura stessa), una versione “targa” (con un generoso parabrezza, ovviamente munito di tergicristallo) a cui si possono aggiungere, rispettivamente, un piccolo tetto a forma di “T” (come sulla Pontiac Trans-AM de “Il bandito e la madama”) insieme a due finestrini laterali dai quali ci si deve calare in abitacolo, definendo così la terza versione “chiusa” che mette pilota e co-pilota al riparo dalle intemperie.

Quest’auto, oggi, appare destinata a ridefinire alcuni capisaldi su cui le moderne supercar sono costruite. E si danno battaglia. Esempi? La deportanza: da oggi, sarà il nuovo terreno di scontro delle sportive; quando la concorrenza si accorgerà della velocità della Stradale in pista, dovrà fare i conti con la sua “magia nera”. Che, tradotta in numeri, vale oltre 2 g da sfruttare in curva potendo tenere per le mani uno degli sterzi più accurati, precisi e comunicativi di sempre.

Sulla Stradale c’è la migliore ingegneria costruttiva ereditata da decenni di motorsport e declinata in culla di carbonio e protezioni anticrash mai viste su una stradale; e guidandola, oltre a goderne, questa sua tecnologia ti fa sentire protetto. Poi c’è il motore: "soli" 400 CV a spingere un peso minimo, 855 kg, combinazione che fa assumere a ogni accelerazione e a ogni ripresa toni epici anche senza rincorrere i suoi valori assoluti, sintetizzabili in uno 0-100 km/h da 3”25 e nella sua velocità massima di oltre 280 km/h.

 Il prezzo? Circa 150 mila euro, con la certezza che il suo valore - visti i contenuti e il ruolo nella storia della Dallara - è di sicuro destinato a salire nel tempo.

Sportiva, raffinata, italiana… GENIALE!

#dallara #dallarastradale #DallaraAutomobili #Giampaolodallara

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Comments (2)

  • Nice it reminds me of my old Rs211..

      2 years ago
  • Once again, I must apologise for not being able to read this. But I really appreciate you reposting it to my tribe. Thanks a lot :)

      2 years ago

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