- La De Tomaso Pantera

All'inzio degli anni '70 la Ford, in piena guerra commerciale con la Ferrari, stava cercando un modo per disturbare l'azienda italiana direttamente sul territorio europeo tentando di limitare al contempo l'espansione commerciale che la Chevrolet stava ottenendo con la propria Corvette.

La sezione frontale

La sezione frontale

Fu così che la dirigenza della casa statunitense prese contatti con la De Tomaso per creare una nuova vettura sportiva che impiegasse la tecnolgia Ford e che fosse venduta ad un'prezzo estremamente concorrenziale.

La sezione laterale

La sezione laterale

Nacque così la nuova Pantera basata su di un telaio monoscocca in acciaio ricoperto da una carrozzeria in alluminio disegnata da Tom Tjaarda ed assemblata presso lo stabilimento della Vignale di Torino.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Come propulsore venne montanto un Ford Cleveland 351C V8 5.8 16V gestito da un cambio manuale ZF a cinque rapporti ed abbinato alla trazione posteriore.

L'abitacolo

L'abitacolo

In grado di erogare la potenza di 330 cv con coppia di 466 Nm, il motore era in grado di spingere la Pantera fino ad una velocità massima di 260 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi.

Il propulsore Ford Cleveland 351C V8 5.8 16V

Il propulsore Ford Cleveland 351C V8 5.8 16V

Le sospensioni erano del tipo a triangoli sovrapposti mentre l'impianto frenante era costituito da quattro freni a disco autoventilati.

Lo schema meccanico

Lo schema meccanico

Prodotta fino al 1972, la Pantera fu sostituita dalla nuova versione L pensata per il mercato statunitense.

Test Drive della De Tomaso Pantera

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Graze a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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