Quando venne intrapresa la progettazione della DMC-12 nel 1976, John DeLoren era intenzionato a stupire il pubblico impiegando soluzioni all'avanguardia per convincerlo che la sua fosse l'auto sportiva più avanzata del 20° secolo.

Sotto questo punto di vista rientrava lo sviluppo di una carrozzeria completamente in acciaio inox realizzata dalla carrozzeria Bertone ispirandosi alla concept car Iguana costruita per l'Alfa Romeo nel 1969.

Altre soluzioni particolari erano il possibile impiego di un motore rotativo Wankel e di propulsori turbocompressi che vennero però scartati a causa della crisi petrolifera del 1973.

Poco prima del fallimento dell'azienda nel 1983 venne anche tentata la costruzione di un centinaio di esemplari molto speciali che sarebbero stati pubblicizzati dall'American Express.

L'unità propulsiva era sempre rappresentata dal Renault PRV V6 2.8 da 130 cv con 207 Nm di coppia gestito da un cambio automatico a tre rapporti, ma la carrozzeria era stata completamente rielaborato in quanto le componenti in acciaio inox, l'impianto di scarico e i cerchi in lega erano stati placcati in oro a 24 carati.

L'applicazione della placcatura abbassava ovviamente le performance del mezzo, ma lo rendeva al contempo estremamente particolare dato che auto sportive interamente placcate in oro non se ne erano mai vista.

Purtroppo il fallimento dell'azienda fece naufragare il progetto , tanto che ne vennero allestiti solamente tre esemplari di cui uno costruito assemblando componenti avanzati dopo la chiusura del sito industriale.

DOCUMENTARIO SULLA DMC-12 AMERICAN EXPRESS

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VERDETTO

La DMC-12 American Express potrebbe essere definita pacchiana, ma io non so cosa darei per farci un giro, e voi?

Grazie a Valentina Zanola per la cooperazione

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