DESOTO ADVENTURER

Nel 1953 la Chevrolet presentò la sua rivoluzionaria Corvette , la quale stravolse letteralmente lo sviluppo delle auto sportive americane negli anni a seguire.

La DeSoto, azienda che costruiva auto di lusso e che apparteneva alla Chrysler Corporation, incaricò il progettista Virgil Exner di realizzare una concept car che rientrasse nella stessa categoria della Corvette.

Venne così realizzata la Adventurer, una vettura sportiva basata sul telaio della Firedome di prima generazione ricoperto da una carrozzeria in acciaio in cui venne posto un propulsore V8 4.5 16V da 160 cv gestito da un cambio automatico a quattro rapporti.

Dotata di un abitacolo rifinito in pelle, la vettura aveva alcune particolarità come l'impianto di scarico posto lateralmente, il bocchettone posteriore per il rifornimento rapido e il portabagagli occupato solamente dalla ruota di scorta.

La vettura non venne approvata per la produzione di serie da parte della dirigenza della Chrysler in quanto giudicata "troppo ambiziosa" e Exner provvde ha svilupparne una nuova variante.

DESOTO ADVENTURER II

Denominata Advenuter II, condivideva la stessa base meccanica della concpet car precedente ma il design venne sviluppato dalla carrozzeria Ghia di Torino.

La particolarità di quest'auto era il lunotto posteriore che poteva essere abbassato elettricamente ed alloggiato nel portabagagli.

Nonostante la vettura avesse avuto un notevole successo presso il pubblico e la stampa specializzata, la DeSoto decise di non costruirla in serie limitata e vendette l'unico esemplare esistente al re del Marocco Mohammed V.

DESOTO ADVENTURER COUPE'

Il progetto Adventure non venne però archiviato e venne ufficialmente avviato nel 1956, quando venne presentata la nuova versione coupè.

Basata sul telaio della Fireflite prodotta nel 1955, ne riprendeva anche il design e le rifiniture dell'abitacolo.

L'unità propulsiva era un Hemi V8 5.6 16V da 320 cv con 483 Nm di coppia gestito da un cambio automatico a due rapporti abbinato alla trazione posteriore.

Gli optional erano numerosi e comprendevano l'autoradio, due specchietti posteriori, un orologio elettrico, i lavacristalli e delle sospensioni sportive.

Prodotta in 996 esemplari , venne successivamente aggiornata fino al 1960 quando venne tolta dal listino.

VERDETTO

Tra la versione di serie e le due concept car, rimango entusiasto della Adventure II per il design estremamente aggressivo, ma voi quale preferite?

Grazie a Valentina Zanola per la cooperazione

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