Fondato nel 1930, l'European Hill Climb Championship è il più prestigioso campionato europeo di competizioni su circuiti montuosi che ha visto nel tempo affrontarsi auto e piloti rinomati.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale il campionato era stato a lungo dominato dalla Porsche, ma la Ferrari riuscì ad imporsi nel 1962 grazie alla 192 SP pilotata da Ludovico Scarfiotti.

L'avvento della 718 WRS nel 1963 e della 904 nel 1964 miserò però in crisi le auto della Scuderia Ferrari, la quale decise di costruire qualcosa di innovativo per la stagione 1965.

Si trattava della Dino 206 SP, per la cui costruzione venne riutilizzato il progetto della Dino 166 P iscritta nel World Sportscar Champioship.

Basata su di un telaio tubolare in acciaio , la vettura era dotata di un propulsore Dino V6 2.0 da 218 cv alimentato da tre carburatori Weber 40DCN/2, gestito da un cambio manuale a cinque marce ed abbinato alla trazione posteriore.

Le sospensioni erano indipendenti, con quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici e barra stabilizzatrice mentre l'impianto frenante era rappresentato da quattro freni a disco.

Affidata nuovamente a Scarfiotti, la 206 SP si dinostrò estremamente prestazionale tanto da conquistare quattro gare ed il campionato riservato alle vetture sport.

Dalla vettura derivò la successiva 206 S, la quale non riuscì a replicare i successi ottenuti nella stagione 1965 nonostante la validità del progetto.

Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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