Max Verstappen vince un gran premio pazzesco, il suo terzo successo stagionale, in una gara in cui succede di tutto. Basta guardare i nomi sul podio dove, a parte Verstappen, troviamo Gasly su Toro Rosso (!) che arriva secondo e Carlos Sainz Jr. con McLaren che conclude al terzo posto. Per entrambi si tratta del primo podio in carriera.

A giochi fatti, sia per il campionato piloti che per il mondiale costruttori, Mercedes non esce bene dal GP del Brasile con Hamilton punito per un contatto con Albon e declassato al 7° posto con cinque secondi di penalità, mentre Bottas si trova addirittura costretto al ritiro. La prova opaca di Mercedes viene però oscurata dal disastro Ferrari, al 66° giro Vettel e Leclerc si buttano fuori a vicenda a causa di un contatto evitabile. Zero punti per entrambi e un clima tesissimo. Binotto è impietrito e i due piloti sono molto arrabbiati l'uno con l'altro. All'atto pratico il doppio zero alla casella punti è una manna dal cielo per Verstappen che consolida la terza posizione nel mondiale piloti con 260 punti, seguito da Leclerc a 249 e Vettel a 230.

Anche le due Alfa approfittano dell'autogol del Cavallino assieme alla prestazione grigia delle Mercedes conquistando un insperato quarto e quinto posto con Räikkönen e Giovinazzi, per quest'ultimo si tratta del miglior piazzamento in carriera. Completano i primi dieci Ricciardo al 6° posto su Renault, Hamilton 7° (penalizzato), Norris su McLaren all'8° posto, Pérez al 9° posto su Racing Point e infine Kvyat, che porta a punti la propria Toro Rosso.

Tra i bocciati di questo weekend, troviamo ancora una volta la direzione gara. Il contatto Hamilton - Albon aveva compromesso la gara del pilota Red Bull mentre la penalizzazione tardiva penalizza la festa di Sainz Jr. che ha concluso terzo, sì, ma sul podio non ci è salito proprio perché la penalizzazione è arrivata, come troppo spesso accade, a scoppio ritardato.

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