F1: I motivi di una Ferrari deludente

Diversamente da quanto si possa pensare, sono diversi gli elementi che hanno gravemente influito sulla nascita infelice della SF100.

1w ago

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Cosa è successo alle Ferrari? Negli ultimi anni la Scuderia di Maranello ci aveva abituato a risultati ottimi, nonostante una Mercedes ancora dominante. Dal 2019 qualcosa è cambiato, e il 2020 sembra il culmine di una crisi che non conosce ancora fondo. Purtroppo, è un periodo difficile, sia per gli ingegneri che lavorano costantemente sulla SF1000, sia per i fan che non gioiscono una vittoria dall'ormai lontana doppietta di Singapore nel 2019. Ma per dare una risposta alla domanda iniziale, bisogna fare qualche passo indietro, e analizzare a ritroso gli eventi che hanno preceduto un caos, forse, già annunciato da tempo.

Come sappiamo (ma è bene ribadirlo), il 2020 doveva essere l'anno conclusivo per il ciclo regolamentare attuale, e nel 2021 ci sarebbero stati i nuovi regolamenti con aerodinamica e motori rivisitati. Per via del COVID, la FIA, in via eccezionale, ha deciso di rimandare tutto al 2022 e ai team sono stati concessi 2 gettoni per lo sviluppo della vettura, da spendere per la vettura di quest'anno o quella dell'anno prossimo, che permettono di intervenire solo su un'area della macchina per gettone. Tutto ciò in nome del contenimento dei costi, per far fronte ad una crisi che, a Marzo, ha stravolto tutti i mercati, compreso quello automobilistico (che è stato uno di quelli che ha avuto l'impatto peggiore).

Fatta questa premessa, torniamo indietro di un anno, riguardando la stagione 2019: la Ferrari, sul reparto meccanico/telaistico (attivazione gomme, sospensioni ecc.) non ha mai brillato. La SF90, nonostante le 3 vittorie (in circostanze totalmente favorevoli), mostrava già il fianco in questo ambito, ma aveva il grosso vantaggio di avere un motore decisamente sopra la concorrenza, per via di un presunto exploit riguardante il flussometro (che monitora il flusso massimo di carburante, che non può superare i 100kg all'ora), permettendo un boost di CV non indifferente, oltre che avere un pacchetto che puntava tantissimo all'efficienza aerodinamica (si traduce in una vettura con forti velocità in rettilineo derivate dalla poca resistenza all'avanzamento), che come conseguenza però dava una macchina parecchio sottosterzante e che col freddo non attivava le gomme.

Dopo aver tirato le somme, gli ingegneri Ferrari, in vista dei nuovi regolamenti 2021, hanno deciso di affrontare il 2020 come "anno di passaggio". Logicamente, non hanno stravolto ciò che era il concetto della SF90, ma per sopperire alla mancanza di velocità in curva, hanno pensato di applicare un concetto di vettura simile a quello della SF70H (vettura del 2017, con forti velocità in curva, ma con ancora un motore non all'altezza della concorrenza Mercedes). Anche se, fondamentalmente, sono due concetti opposti, come detto prima, questo non significa stravolgere la macchina, dato che si parla di adattamenti solamente aerodinamici.

Poi, verso Dicembre, inizia il disastro: la FIA dirama la direttiva tecnica che metteva fine all'exploit del flussometro usato da Ferrari, per cui la Scuderia di Maranello è stata costretta ad allestire un motore in fretta e furia per il 2020, con conseguenza la perdita di almeno 60CV dalla SF90.

Ai test di Barcellona, arriva la SF1000, che già dopo le prime tornate ha deluso piloti e ingegneri, con Binotto costretto a ridimensionare le aspettative di una stagione che si preannunciava disastrosa.

A Marzo, come ben sappiamo, l'evento del COVID ha segnato il 2020, e ha fatto chiudere anticipatamente la GES, che nel frattempo cercava di dare una sferzata alla vettura appena tornata dai test. In generale, i team hanno potuto lavorare molto poco durante il lockdown, quindi il pacchetto già deludente portato a Febbraio al Montmelo' è rimasto praticamente invariato alla prima gara in Austria.

Invariato anche e soprattutto in virtù di spesa dei gettoni, che Ferrari non ha ancora speso e li spenderà entrambi quando si deciderà la direzione da prendere dopo i primi dati del motore 2021 (che stando alle parole di Binotto, è già sui banchi da mesi, e dietro le quinte si augurano un recupero di almeno 40CV rispetto all'anno corrente).

La perdita di cavalli e la totale assenza di sviluppi, insieme alla stabilità regolamentare che ha riavvicinato tutto il pacchetto di mezzo, ha prodotto come risultato una vettura mediocre, che essendo lentissima in rettilineo costringe gli ingegneri a valutare comunque ali meno cariche del normale; ciò dà come risultato una vettura ancora sottosterzante, e velocità in rettilineo insoddisfacenti. Inoltre, essendo molto carente lato telaistico/meccanico, le gomme non entrano mai in finestra se non in condizioni climatiche molto calde, e questo provoca ancora più sottosterzo (in generale, è come guidare sulle uova, ed è evidente dagli onboard di entrambi i piloti, che sono costretti a remare in quasi ogni fase di curva, lasciando decimi su decimi per strada).

Mentre il resto della griglia, chi più e chi meno, ha fatto dei passi in avanti rispetto all'anno scorso, Ferrari è l'unica che adesso si ritrova a peggiorare i risultati già in decrescendo del 2019. In vista del 2021, le aspettative non possono che essere ancora molto basse, ma la speranza degli ingegneri (e quella che dovranno avere i fan) è che un nuovo motore possa sistemare, almeno parzialmente, i gravi problemi che affliggono la vettura di quest'anno. Inoltre, per la prissima stagione, la FIA dovrebbe diramare una serie di direttive tecniche che puntano a ridurre i punti di carico al retrotreno, misure obbligate dalle gomme che, essendo ormai una mescola non più adatta a vetture così veloci (nel 2021 è ragionevole pensare che sarebbero ancora più veloci), rischiano di creare in maniera ancora più frequente le delaminazioni a cui abbiamo assistito durante la gara di Silverstone. A Maranello sono confidenti di poter agguantare la terza posizione, che magari non sarà possibile quest'anno, ma nel 2021 è imperativo provarci. Bisogna giocare tutte le carte, e Binotto invita i fan a pazientare ancora un altro po'. Ferrari è nella tempesta, ma la storia della Scuderia ci ha insegnato che a Maranello non si molla mai.

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