Era il 1959 quando la Cooper Car Company realizzò la sua T51, la prima Formula 1 a motore posteriore che riuscì ad imporsi nel sia nel campionato costruttori che in quello piloti grazie al pilota australiano Jack Brabham.

Il risultato fu nuovamente ottenuto anche nella stagione 1960 con la nuova T53, e questo rese molto pensieroso il Carlo Chiti, responsabili della progettazione delle vetture da Formula 1 della Scuderia Ferrari.

Egli sapeva bene che era necessario sviluppare una nuova vettura a motore posteriore per rimanere competitivi e per questo motivo fece pressioni su Enzo Ferrari affinche ne approvasse lo sviluppo.

Alla fine il Drake diede il proprio assenso e riuscì addirittura a procurarsi un telaio Cooper grazie a Guglielmo Dei, dirigente della Scuderia Centro Sud che glielo prestò affinche i tecnici della Ferrari lo potessero esaminare.

Venne così sviluppata la nuova 156 F1, la quale era basata su di un telaio tubolare in acciaio ed era equipaggiata con un propulsore Dino V6 1.5 da 185 cv alimentato da 3 carburatori Webwe 42DCN e gestito da un cambio manuale a cinque rapporti.

Affidata ai piloti Phill Hill, Wolfgang von Trips e Richie Ginther, l'auto si rivelò estremamente prestazionale conquistando non solo il titolo costruttori ma anche quello piloti.

Hill riuscì infatti a conquistare il campionato riservato ai corridori ottenendo due terzi posti in Germania Ovest e Montecarlo, due secondi posti in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi e due vittorie, una in Belgio e una nel tragico Gran Premio d'Italia a Monza.

Quel giorno infatti Jim Clark e von Trips si presentarono appaiati all'entrata della parabolica durante il secondo giro e il pilota inglese, tentando una frenata al limite, sbandò e tamponò la vettura di von Trips che, dopo un testacoda, uscì di pista volando contro le reti di protezione dietro le quali erano accalcati numerosi spettatori.

L'impatto fu devastante e oltre al pilota tedesco persero la vita 14 persone travolte dalla carcassa della 156 F1 ormai fuori controllo.

Nel 1962 la vettura fu nuovamente schierata nel campionato mondiale , ma non si ebbero risultati di rilievo a causa dell'abbandono della Scuderia Ferrari di buona parte dello staff tecnico, un evento che impedì l'adeguato sviluppo dell'auto.

HIGHLIGHTS DEL GP DEL BELGIO 1961

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HIGHLIGHTS DEL GP D'ITALIA 1961

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Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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