Perry Fina era un figlio di emigrati italiani in America che sin da giovane nutrì una grande passione per le auto e i motori.

Questo lo portò a lavorare negli anni '20 negli stabilimenti industriali della Fiat e della Isotta Frashini, dove acquisì molta esperienza in tecniche di produzione automobilistica.

Negli anni '30 torno negli U.S.A. stabilendosi a New York, dove aprì aissieme al figlio un'officina di potenziamento per auto di lusso occupandosi contemporaneamente di importare vetture della società Allard.

La sua abilità nel potenziare le auto era famosa e negli anni '50 Fina iniziò a pensare di produrre una propria auto impiegando componenti Cadillac.

Molti dei suoi clienti erano infatti proprietari di Ferrari o di altre vetture sportive europee, e ciò rendeva difficile reperire componenti di ricambio in tempi brevi.

Fu questo che spinse Perry a realizzare la sua Sport Convertible nel 1956, e cioè di creare un'auto dotata di prestazioni eguali a quelle europee ma con componenti di ricambio facilmente recuperabili in territorio statunitense.

Basata su di un telaio a longheroni ricoperto da una carrozzeria in acciaio disegnata dalla Carrozzeria Vignale, la vettura implementava come propulsore un Cadillac V8 da 250 cv gestito da un cambio automatico Hydramatic a quattro velocità.

La qualità costruttiva era di altissimo livello, tanto che il suo valore di vendita ammontava all'altrettanto elevato prezzo di 14.000$, troppo per poter avviare una produzione in serie.

VERDETTO

Furono costruite solo due Sport Convertible, e oggi hanno un valore stratosferico a riconferma del loro pregio meccanico. Chissà se Perry Fina fosse diventato un grande costruttore che auto mirabolanti avrebbe potuto costruire.

Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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