- La Jaguar C-X75

Dall'uscita di produzione della XJ200 nel 1994 la Jaguar non aveva più avuto in listino una supercar e all'inizio del 2010 la dirigenza della casa britannica pensò di crearne un'erede.

La sezione frontale

La sezione frontale

Denominata C-X75, era stata sviluppata in collaborazione con la Williams e del design se ne occupò Ian Callum, il quale dono al mezzo una carrozzeria con un CX di appena 0,32 grazie alla mancanza di un propulsore convenzionale.

La sezione laterale

La sezione laterale

La vettura era infatti dotata di quattro propulsori elettrici dalla potenza combinata di 778 cv la cui alimentazione avveniva tramite delle batterie agli ioni di litio.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Queste ultime erano ricaricate da due micro-turbine costruite dalla Bladon Jets che potevano funzionare con diversi tipi di carburante come gasolio, biocombustibili, GPL e gas naturale.

La sezione superiore

La sezione superiore

Le turbine, ricaricando gli accumulatori, potevano garantire un'autonomia massima di 900 km, mentre col solo ausilio delle batterie l'auto può percorrere 110 km, per poi poter essere ricaricata in 6 ore collegandola ad una comune presa di casa.

L'abitacolo

L'abitacolo

Alla fine la C-X75 non venne posta in produzione in quanto l'elevato costo di vendita , che ammontava circa ad un milione di Euro, non avrebbe attirato acquirenti visto l'imperversare della crisi finanziaria.

Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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