- Source: grandprixweekly.com

La rivincita dei sottovalutati

Il Gran Premio di Monza ha visto l'impronosticabile trionfo di Pierre Gasly davanti a Carlos Sainz e Lance Stroll

2w ago

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Alla vigilia del GP d'Italia tutti avrebbero scommesso su una vittoria della Mercedes: la casa di Brackley sembrava non avere rivali sul circuito monzese, ma già dalla partenza l'eliminazione del 'party mode' ha mostrato i limiti della W11 in fase di sorpasso, con Bottas imbottigliato nel traffico, dietro a vetture in qualifica notevolmente più lente della Mercedes. Questi problemi non turbavano Lewis Hamilton, avviato all'ennesima cavalcata trionfale di questa stagione verso il record di novantuno vittorie di Michael Schumacher, ma una serie di eventi ha precluso al britannico la possibilità di pareggiare i 91 successi in carriera al Gran Premio Ferrari 1000, che si terrà settimana prossima al Mugello. In primis Kevin Magnussen ha parcheggiato la sua Haas colpita da un problema tecnico sull'erba appena prima dell'ingresso in pitlane, dunque il direttore di gara Michael Masi, probabilmente anche per aumentare lo spettacolo nell'interesse di Liberty Media, ha chiamato in pista la safety car e chiuso la pitlane. Sia Hamilton che il muretto della Mercedes hanno commesso degli errori: gli ingegneri a richiamare il numero 44 ai box in regime di pitlane chiusa, e Lewis dopo aver visto il pannello luminoso rosso a non decidere di rimanere in pista. Queste sbavature sono costate al campione del mondo uno stop-and-go come penalità, scontata in seguito alla ripartenza da bandiera rossa causata dal botto in parabolica di Charles Leclerc. Lewis ha finito la gara in settima posizione, e il podio per la prima volta dal 2012 non aveva nessun pilota di Mercedes, Red Bull o Ferrari: Pierre Gasly ha finito la gara sul gradino più alto del podio dopo essere messo sotto pressione da Carlos Sainz, più amareggiato per l'occasione persa che contento del secondo posto. Dietro di loro è arrivato Lance Stroll, a completare un podio formato unicamente da piloti ritenuti fino a poco tempo fa non all'altezza di occupare la parte alta della classifica.

Stroll è infatti, dal momento in cui è approdato in Formula 1, oggetto di critiche a tal punto che risultano pochissime le occasioni in cui si disquisisce di lui a prescindere dal padre. I detrattori di Stroll affermano che Lance è in F1 solo per il denaro del padre e non per il suo talento, dimenticando i suoi successi nelle categorie minori e diverse buone prestazioni che rendono meritata la sua presenza nella massima categoria. Un circuito su cui il canadese si esalta è proprio Monza: nel 2017 partì in prima fila di fianco a Lewis Hamilton in seguito a qualifiche bagnate, lo scorso anno con una Racing Point che navigava nelle retrovie stava compiendo un'impresa occupando la settima posizione prima di essere messo fuori gioco da Sebastian Vettel. Quest'anno, al netto della fortuna di non aver compiuto il pit stop prima della bandiera rossa e di una ripartenza poco brillante, ha saputo condurre la sua RP20 - questo weekend non estremamente performante, con Perez che ha chiuso il GP in decima posizione - in terza posizione, davanti a Lando Norris, che disponeva di una McLaren a Monza più competitiva, e Valtteri Bottas, appannato sin dal via ma comunque alla guida della favoritissima Mercedes.

Davanti a Stroll, e che con Lance ha battagliato in seguito alla ripartenza da bandiera rossa, è arrivato Carlos Sainz, che finalmente non ha dovuto fare i conti con la sfortuna che lo perseguitava ormai da qualche GP. Lo spagnolo avrebbe concluso la sua gara in seconda posizione anche senza safety car e bandiera rossa, ed è stato in grado di costruire una rimonta dall'ottava posizone mostrando la lucidità e la maturità, oltre che la velocità e il talento, per battagliare al vertice. Più volte è stato elogiato il giovane Lando Norris e alcuni hanno anche affermato che la Ferrari si è aggiudicata il pilota della McLaren sbagliato; tuttavia, Carlos in questo weekend gli è sempre stato davanti ed è stato l'unico dei due alfieri della McLaren a giocare in attacco e non in difesa.

"Mancava un giro per la vittoria", ha dichiarato Carlos al termine del GP, che negli ultimi giri ha cercato invano di impensierire Pierre Gasly. Il francese è riuscito infatti a non commettere neanche un errore, sapendo gestire al meglio la pressione derivante dal ritrovarsi in prima posizione in un gran premio. Con un'Alpha Tauri in qualifica più lenta di mezzo secondo rispetto alla McLaren ha guidato brillantemente, mettendo a tacere chi lo scorso anno l'aveva bollato come inadatto alla Formula 1 dopo la sua insoddisfacente esperienza alla Red Bull. Pierre ha saputo ricostruire la sua carriera passo dopo passo con l'allora Toro Rosso, arrivando al secondo posto in Brasile lo scorso anno e quest'anno riuscendo addirittura a aggiudicarsi i 25 punti della vittoria, in una gara in cui Albon è stato costantemente nelle retrovie e Verstappen non è riuscito a far valere l'aggressività che lo contraddistingue. Probabilmente a Milton Keynes inizieranno a chiedersi perché l'Alpha Tauri a Monza ha funzionato meglio della Red Bull, e, soprattutto, se vale la pena continuare con Alexander Albon al fianco di Max Verstappen.

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