L'ultimo giorno del mio pellegrinaggio motoristico ero in pura estasi. Dopo 24 anni che bramavo, finalmente sarei entrato nel museo Ferrari di Maranello.
Già entrare in città è stato molto emozionante visto l'elevato numero di Ferrari presenti in strada oltre ad un cospicuo numero di carroattrezzi che spostavano da una parte all'altra della fabbrica telai ancora da assemblare.
Passare di fronte all'ingresso dello storico stabilimento di Maranello mi ha fatto emozionare, ma non era che il preludio.
Una volta entrato nel museo sono a stato a contatto con alcune delle più leggendarie auto prodotte da Enzo Ferrari, tra cui la 288 GTO e la Ferrari F40.
Ma la sezione che più mi entrata nel cuore è stata la sala dei trofei. Non solo erano presenti alcuni delle centinaia di trofei conquistati in decenni di corse, ma per l'occasione erano esposte le Formula 1 con cui Michael Schumacher portò al trionfo il Cavallino Rampante all'inzio del terzo millennio.
Complice un'evocativa musica di sottofondo è le lacrime hanno cominciato a sgorgare dai miei occhi. Mi hanno riportato in mente quei momenti in cui assistevo, sorpasso dopo sorpasso, vittoria dopo vittoria, ad una delle più gloriose pagine della storia della Ferrari.
Il museo Ferrari è stato l'apice del mio pellegrinaggio e, uscito da li, mi sentivo rigenerato e pronto a buttarmi di nuovo nel lavoro carico di nuova ispirazione.
Erede diretta della 250 GTO, la 250 LM non potè vantare l'elevato numero di vittorie della progenitrice ma seppe coprirsi di gloria e di rispetto da parte degli estimatori del marchio italiano ( Crediti : Paolo Zacchi )
Accanto al modello completo sta la carrozzeria nuda della vettura. Anche così è bellissima ( Crediti : Paolo Zacchi )
Dall'altro lato della sala d'ingresso stavano la Ferrari 812 Superfast e la sua carrozzeria nuda posta di fianco. Sorprende constatare quanto sia grossa dal vivo, mi aspettavo fosse più stretta ( Crediti : Paolo Zacchi )
Tra la LM e la Superfast si può ammirare l'ufficio del Drake. Avrei quasi voluto sedermi su quella poltrona per provare ad immaginare cosa provava Enzo a stare li seduto amministrando il suo impero ( Crediti : Paolo Zacchi )
Sulla scrivania era presente un modellino dello Spad VII S2489 dell'asso della regia aeronautica Francesco Baracca. E dalla madre del pilota scomparso nel 1918 che Ferrari ottenne lo stemma del Cavallino Rampante ( Crediti : Paolo Zacchi )
Tra il 1932 e il 1934, oltre a gestire il reparto corse Alfa Romeo, Ferrari si occupò di mantenere anche una squadra motociclistica. Questa è una Rudge 500 TT con cui la Scuderia Ferrari vinse la Traga Florio del 1934 ( Crediti : Paolo Zacchi )
Creata per ottenere l'omologazione al Gruppo B, la Ferrari GTO ( chiamata anche 288 GTO ) sarebbe stata forse la Ferrari più rappresentativa di sempre se non avessero costruito la mitica F40 ( Crediti : Paolo Zacchi )
Parlando della F40, un esemplare faceva bella mostra di se accanto alla GTO. Molti non saranno d'accordo, ma se mi si chiedesse di definire la supercar per eccellenza, avrei pochi dubbi nell'indicarla ( Crediti : Paolo Zachhi )
Di fronte alla F40 stava la più moderna F50. Nata come evoluzione della prima, non riscosse lo stesso successo sebbene fosse anche lei una sorta di Formula 1 stradale ( Crediti : Paolo Zacchi )
Non plus ultra della tecnologia Ferrari, la Enzo è stata prodotta tra il 2002 e il 2004 usufruendo delle stesse componenti che permisero alle Formula 1 della casa italiana il completo dominio della categoria ( Crediti : Paolo Zacchi )
Come sedersi comodamente su una moderna supercar ( Crediti : Paolo Zacchi )
Quando un volante diventa arte ( Crediti : Paolo Zacchi )
La Ferrari 250 GT Mk II, prodotta dal 1958 al 1960. Con essa la Ferrari passò dalla produzione artigianale a quella industriale, garantendosi in questo modo un futuro prospero ( Crediti : Paolo Zacchi )
Qualcuna delle centinaia di coppe conquistate dai piloti Ferrari sui tracciati di tutto il mondo ( Crediti : Paolo Zacchi )
Quando la passione assume le sembianze di uno stemma ( Crediti : Paolo Zacchi )
LA Ferrari 456M GT, variante evoluta e perfezionata della 456 del 1992. Rimane comunque tra le Ferrari che meno mi hanno convinto in assoluto ( Crediti : Paolo Zacchi )
Pensata per una clientela rivolta più verso il lusso che verso le prestazioni, la 365 GT 2+2 fa bella mostra di se nel museo Ferrari di fronte alla 456M GT. In questo colore poi è magnifica ( Crediti : Paolo Zacchi )
Vera consacrazione delle vetture sportive con abitacolo in configurazione 2+2, la 330 GT 2+2 Mk II fa buona guardia alla sue erede posta poco più in là ( Crediti : Paolo Zacchi )
Giudicata da molti anonima a causa della sua linea squadrata, la Ferrari 412 è sempre stata una delle mie preferite proprio per questo motivo ( Crediti : Paolo Zacchi )
La GTC4Lusso si presenta anche nel museo di Maranello, e a mio dire è stata una scelta poco azzeccata essendo che è già esposta nel museo di Modena. Potevano metterci altre auto come concept car Pinin per esempio ( Crediti : Paolo Zacchi )
Evoluzione naturale della FXX-K, la FXX-K Evo rappresenta la massima esepressione delle vetture da competizione a ruote coperte della Ferrari e campeggia all'uscita del museo ( Crediti : Paolo Zacchi )
Poco distanti si trovano le utlime realizzazioni del Cavallino Rampante, la 488 GTB e la Portofino ( Crediti : Paolo Zacchi )
Grazie a Valentina Zanola per la cooperazione
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Comments (2)
Devo riuscire ad andarci il prima possibile
Penso avrei pianto anche io, a frotte :(