- La Lancia Beta Montecarlo Turbo pilotata dal leggendario Gilles Villenevue al Giro d'Italia Automobilistico del 1979

LANCIA BETA MONTECARLO TURBO : LA LEGGENDA DEL GRUPPO 5

8w ago

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Ricavata dalla fantastica Lancia Beta Montecarlo disegnata dalla Pininfarina, la Beta Montecarlo Turbo fu l'arma proposta da Lancia per tentare l'assalto al World Sportscar Championship , conosciuto ai tempi anche come campionato Silhouette.

La sezione frontale

La sezione frontale

Ai tempi, le auto che si battagliavano per la vittoria finale del campionato erano dei mostri da battaglia ricavati da auto sportive di serie (vedi la Zakspeed Capri, la Bmw M1 e tanti altri modelli tra cui le giapponesi Mazda RX-7 SA22, le Celica A22/A45 e le Nissan Silvia) con prestazioni paurose che non hanno nulla da invidiare a quelle delle vetture dei campionati FIA GT che corrono attualmente sui circuiti di tutto il mondo.

La sezione laterale

La sezione laterale

Derivata dall'Abarth SE030 con telaio X1/20 e motore V6 Abarth Volumex 3.5 da 285 cavalli, la Beta Montecarlo Turbo presentò, al suo debutto, un motore molto più piccolo (un 4 cilindri in linea da 1425,9 cc per rientrare nella categoria sotto i 2000 cc grazie al fattore 1,4:1 di equivalenza per i sovralimentati) ma molto più performante, accreditato di ben 480 cavalli di potenza a 7200 giri/minuto nella versione originaria. In realtà venne usato anche un motore da 1773 cc accreditato di una potenza superiore di 10 cavalli, e un'ulteriore versione da 2001 cc per cercare di contrastare lo strapotere della Porsche 935 che è risultata vittoriosa nella 6 ore del Mugello del 1980 con l'equipaggio composto da Eddie Cheever e Riccardo Patrese, non proprio due neopatentati ai primi approcci al volante.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Come per altre vetture uscite da Corso Marche, la Beta Montecarlo si dimostra subito un'auto all'altezza della concorrenza e riesce a imporsi nella classe sotto i 2 litri dominando praticamente la divisione e vincendo due gare nella categoria oltre i 2 litri, strappando di fatto alla Porsche la vittoria generale del campionato marche, grazie alle vittorie di divisione, maggiori rispetto a quelle dei tedeschi (entrambi i team avevano, al conteggio finale, lo stesso numero di punti) . A coronamento di un anno straordinario per la Beta Montecarlo Turbo, vi è anche la doppietta nel giro d'Italia marche con gli equipaggi Alen, Kivimaki e Patrese che precedono quello di Bettega, Bernacchini e Alboreto.

Lo schema tecnico della Lancia Beta Montecarlo Turbo

Lo schema tecnico della Lancia Beta Montecarlo Turbo

Nel 1981 c'è la conferma del titolo marche, strappato un'altra volta a Porsche, grazie allo strapotere nella categoria sotto i 2 litri che, grazie al maggior numero di vittorie nella propria divisione (una in più), riporta il titolo in Corso Marche per il secondo anno di fila.

Dal 1982 c'è il declino della Beta Montecarlo Turbo, in quanto è stata sviluppata la nuovissima Lancia LC1 per adeguarsi ai nuovi regolamenti imposti dalla FIA e la Beta Montecarlo non godrà del supporto del team ufficiale. Anche se la sua carriera è giunta al termine, la Beta Montecarlo farà da base per una delle leggende del rally: la mitica Lancia 037.

Grazie a Pietro di Spaldro e alla Throttle Addicted per la cooperazione

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