- La Lotus Esprit S1

All'inizio degli anni '70 il progettista Tony Rudd, appena arrivato in Lotus dalla BRM, iniziò a pensare ad una possibile erede per la vendutissima Europa.

La sezione frontale

La sezione frontale

Nel progetto, avallato dallo stesso Colin Chapman, venne coinvolta la Italdesign di Giorgetto Giugiaro e per la realizzazione del modello finale ci si ispirò alla concept car Maserati Boomerang.

La sezione laterale

La sezione laterale

La linea della vettura venne affinata e , dopo una prima concept car presentata nel 1972 che ne proponeva la linea semi-definitiva, alla fine venne lanciata nel 1976 la nuova Esprit S1.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Basata su di un telaio a trave centrale con traliccio posteriore ricoperto da una carrozzeria in fibra di vetro, la vettura era dotata di un propulsore quadricilindrico Lotus 967 2.0 16V gestito da un cambio manuale Citroën C35 a cinque marce ed abbinato alla trazione posteriore.

L'Abitacolo

L'Abitacolo

In grado di erogare la potenza di 162 cv con coppia di 190 Nm, il motore era in grado di spingere la Esprit fino alla velocità massima di 222 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi.

Il propulsore Lotus 967 2.0 16V

Il propulsore Lotus 967 2.0 16V

La vettura fu un nuotevole successo e venne in seguito sostituita dalla più aggiornata Esprit S2 nel 1978.

Test Drive della Esprit S1

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Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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