- La Mercedes-Benz 300 SL

Fino al 1949 la Mercedes-Benz, a causa delle limitazioni imposte dalle autorità Alleate, non potè costruire nuove vetture e quando le venne nuovamente concesso vi era la necessità di dimostrare che nulla dell'antico splendore della casa tedesca era stato perduto.

La sezione frontale

La sezione frontale

A risolvere la situazione fu Max Hoffman, importatore di auto europee negli Stati Uniti che propose all'azienda teutonica di costruire una variante stradale della Mercedes-Benz 300 SL che nel 1952 aveva dominato le gare riservate alle vetture sport.

La sezione laterale

La sezione laterale

Il progetto fu affidato a Rudolf Uhlenhaut e Fritz Nallinger e nel 1954 nacque la versione stradale della 300 SL la cui componente estetica venne curata da Karl Wilfert e Friedrich Geiger.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Basata su di un telaio in acciaio ricoperto da una carrozzeria dello stesso materiale, la vettura venne fornita delle caratteristiche portiere ad ala di gabbiano per meglio adattarsi alla configurazione dello chassis.

La caratteristica apertura ad ali di gabbiano

La caratteristica apertura ad ali di gabbiano

Come propulsore venne montato un esacilindrico M198 3.0 12V gestito da un cambio manuale ZF a quattro rapporti ed abbinato alla trazione posteriore.

L'abitacolo

L'abitacolo

In grado di erogare la potenza di 215 cv con 275 Nm di coppia, il propulsore era in grado di spingere la 300SL da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi con velocità massima di 260 km/h, rendendola per un certo periodo la vettura di serie più veloce del mondo.

Il propulsore esacilindrico M198 3.0 12V

Il propulsore esacilindrico M198 3.0 12V

Sebbene la vettura fosse estremamente valida a livello meccanico, venne deciso di sostituirla con una nuova versione Roadster nel 1957 in quanto la modalità di accesso all'abitacolo venne giudicata troppo invasiva e scomoda. Ma ormai la 300 SL aveva scritto il suo nome nella leggenda dell'automobilismo..

Test Drive della 300 SL

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Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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