ROLLS-ROYCE PHANTOM I BY BREWSTER : ELEGANZA STATUNITENSE

Tra il 1927 e il 1931 diverse Rolls-Royce Phantom I vennero allestite dalla Brewster & Co di New Haven

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Nel 1925 la Rolls-Royce presentò l'erede della Silver Ghost denominata Phantom I e la tra le particolarità di questo veicolo vi era il fatto che buona parte dei telai costruiti venivano fabbricati nell'impianto industriale statunitense di Springfield.

Una volta venduti, i telai venivano spesso accoppiati a delle carrozzerie prodotte da aziende locali e tra le più rinomate vi fu la Brewster & Co fondata a New Haven nel 1810.

I suoi modelli erano notevolmente pregiati e vi proponiamo qui alcuni esemplari particolarmente interessanti.

BREWSTER PHANTOM I CONVERTIBLE SEDAN

Questa Phantom I in versione Convertible Sedan venne costruita nella fabbrica di Springfield nel 1927 e successivamente utilizzata come veicolo dimostrativo nei concessionari di New York e Boston.

La sezione frontale

La sezione frontale

Basata su di un telaio a longheroni in acciaio, la vettura era dotata di un propulsore esacilindrico 7.6 dalla potenza di 50 cv gestito da un cambio manuale a tre rapporti ( il preferito dai clienti statunitensi ) ed abbinato alla trazione posteriore.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Esternamente si riconosce per i cerchi a raggi cromati, le due ruote di scorta montate sui lati ed avvolte in protezioni si stoffa e l'impianto di illuminazione realizzato dalla francese Marchal mentre l'abitacolo presentava sedili in pelle e moquette di lana.

BREWSTER PHANTOM I RIVIERA TOWN BROUGHAM

Estremamente opulenta è invece questa variante Riviera Town Brougham realizzata nell'impianto industriale di Springfield del 1929 per conto di Irene Mamlock Simon Schoelkopf Carman, una vedova che aveva ereditato il suo denaro dal defunto marito Hugo Schoelkopf, uno degli imprenditori più ricchi della città di Buffalo.

La sezione frontale

La sezione frontale

Rispetto alle altre Phantom I questa implementa un motore esacilindrico 7.6 potenziato per erogare la potenza di 108 cv e la sua gestione è affidata ad un cambio manuale a quattro rapporti.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

Esternamente diverse componenti erano state placcate in oro mentre nell'abitacolo le rifiniture erano in mogano ed erano presenti alcuni optional speciali come la luce di cortesia, un sistema acustico per comunicare con l'autista e un portaoggetti dotato di orologio, specchio, posacenere e accendino.

BREWSTER PHANTOM I ASCOT SPORT PHAETON

Sempre del 1929 è questa Ascot Sport Phaeton prodotta per Alphonzo Eìdward Bell, imprenditore ed olimpinico statunitense che vinse una medaglia d'argento e una di bronzo alle Olimpiadi del 1904.

La sezione frontale

La sezione frontale

L'unità propulsiva esacilindrica era stata nuovamente potenziata per generare la potenza di 113 cv mentre la gestione avveniva tramite un cambio manuale a tre rapporti.

La sezione posteriore

La sezione posteriore

I parabrezza erano di dimensioni minori rispetto alle altre Phantom I per rendere più aerodinamico il design e vennero montati sia due fari supplementari sul paraurti in acciaio che due custodie per le ruote di scorta sui fianchi del veicolo.

VERDETTO

Le vetture sono tutte bellissime, ma la Ascot Sport Phaeton la preferisco per la sua sportività. E voi quale preferite?

Grazie a Valentina Zanola per la cooperazione

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