Suzuki Jimny & il marmo

Sto scrivendo queste righe con un portatile vecchio di cinque anni. Mi ha accompagnato per il mondo infinite volte, produce circa tre o quattromila parole a settimana e alcuni tasti non funzionano bene. Come la freccetta destra ad esempio, il che significa che se voglio scorrere immagini o testo devo partire dal fondo. Ma non voglio cambiarlo perché se ne prendessi uno nuovo sarebbe diverso, e dovrei nuovamente installare tutto. E non ho voglia di farlo. Stesso discorso per il mio telefono. Ho 62,4 gb occupati su 64, quindi è molto lento, e a volte si dimentica di essere un telefono, ma non voglio prenderne uno con navigazione 8G e un nome impronunciabile perché non ho voglia di fare il backup.

Curiosamente, niente di tutto questo mi accade con le macchine. Le auto che mi capita di guidare sono tutte diverse, tutte con uno sportellino di apertura serbatoio, e relativo tasto, in posizioni diverse. Tutte con sistemi di navigazione e infotainment diversi. Alcuni buoni, altri meno buoni. Però non capita mai di perdere più di cinque minuti per capire come impostare il navigatore per Milano senza ritrovarmi per sbaglio a Carate Brianza. Né mi capita mai di non riuscire a togliere FM e mettere la mia musica tramite bluetooth quando inevitabilmente la radio si sintonizza da sola su Radio Maria.

Vorrei dirvi che il merito è tutto mio ma la realtà è che il merito è delle case auto che negli anni si sono adoperate per rendere questi sistemi più intuitivi possibile. A prova di scemo. Come me. Vi dico questo perché la nuova Jimny è nuova, appunto, e non semplicemente la vecchia rivisitata.

La vecchia Jimny era un rullo compressore da fuoristrada, le tiravi addosso dossi, massi, fango, sabbia e ghiaccio e sapevi che ne sarebbe uscita senza aver sudato freddo. La nuova Jimny è ancora capace in fuoristrada ma è stata pensata anche per un uso urbano o, come piace dire agli studenti di marketing, "lifestyle".

In fuoristrada, dove la differenza la fanno comunque sempre e prima di tutto peso e pneumatici, la Jimny fa affidamento al sistema 4WD ALLGRIP PRO che permette di selezionare due ruote motrici, 4WD o ridotte. Le ridotte servono, ho scoperto, soprattutto su marmo.

Tra l'altro non avevo mai pensato al marmo come potenziale elemento probante in fuoristrada ma di fatto lo è, come ho potuto constatare durante la prova organizzata alla cava Fantiscritti di Carrara. Ghiaia, fango, ghiaccio e neve sono facili. E' la guida su marmo che è difficile. Il terreno, un misto di sassi e sabbia che è di fatto polvere di marmo, è sdrucciolevole e scivoloso, sembra di guidare su creme brulee, ma siccome sono uomo e testardo provo a fare di testa mia, con 4WD e una scelta razionale delle marce (1°, 2°, 3° in sequenza).

Poi, dopo qualche tentativo a vuoto, un po' come quando ti ostini a non chiedere informazioni ai locali e continui a perderti, decido di seguire il consiglio dell'istruttore Suzuki e parto in seconda, con le ridotte, e pedale del gas tenuto giù come se anch'io avessi i piedi di marmo. Funziona. Jimny trascina me, le mie Clarks ormai diventate bianche, e il mio compagno di guida Andrea che da buon romano mi incita "daje, senza ritegno" alla fine di ogni salita, grazie al piccolo ma adeguato 1,5 litri da 102 cavalli e 130nm di coppia, e alla fine di ogni discesa grazie al sistema "Hill Descent".

L'anima è la stessa, gli esterni sono rinnovati e moderni ma secondo me la differenza sostanziale la si vede all'interno. La destinazione d'uso della nuova Jimny è un'evoluzione rispetto al precedente modello, mentre gli interni sono una rivoluzione. Non più crudi e puri e pensati per un uso a testa in giù in fuoristrada ma adeguati al nuovo stile dell'auto. Un sistema di infotainment racchiuso in uno schermo da 7 pollici con DAB e Bluetooth che include, fra le altre cose, navigatore e telecamera di retromarcia oltre che integrazione con Apple CarPlay e Android Auto. Stesso discorso per il look, prima era un'auto sostanza+sostanza, oggi è sostanza+ molta forma.

L'auto, con prezzo di partenza da 17.995€, potete vederla più o meno ovunque proprio in questo giallo lime (chiamato Kinetic Pastello) che tra l'altro è quello giusto secondo me, proprio perché non è più solo un mezzo da fuoristradisti. E' un'auto che potete usare per scalare una salita con pendenza del 15 % ricoperta di trucioli di marmo a Carrara alle 18 e parcheggiare poi davanti allo Zanzibar a Marina di Pietrasanta alle 21 nello stesso giorno.

Se decidete di farlo, ho solo due consigli.

Il primo, non siate timidi o conservatori prendendola nera o grigia. Va presa gialla. Il secondo, portatevi un paio di scarpe di ricambio perché ho scoperto a mie spese che il marmo macchia.

Carrara, Ottobre 2018 - foto: Suzuki

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