Nel 2017 la Toyota è tornata nel World Rally Championship con la sua Yaris WRC di terza generazione, sviluppata dalla Gazoo Racing ed erede della Corolla WRC vincitrice del mondiale 1999.

Basata su di un telaio in acciaio rinforzato con un roll-bar di sicurezza, la vettura implementava un propulsore quadricilindrico 1.6 16V Turbo dalla potenza di 380 cv con coppia di 420 Nm di coppia.

In tra anni di gare l'auto si è dimostrata estremamente competitiva vincendo il titolo costruttori nel 2018 e il campionato piloti con l'estone Ott Tanak nel 2019.

Basandosi sulle esperienze accumulate in gara la dirigenza della casa giapponese ha desico quest'anno di realizzare una variante ad alte prestazioni della quarta generazione della Yaris.

Denominata GR Yaris, l'auto è basata su di un telaio in acciaio avvolto in una carrozzeria dotata di numerose appendici aerodinamiche per la cui realizzazione sono stati impiegati alluminio e fibra di carbonio per alcune sezioni.

L'abitacolo è stato fornito di nuovi sedili sportivi e di una nuova pedaliera forata in alluminio mentre tra gli optional sono presenti numerosi sistemi di assistenza alla guida di secondo livello.

Ma chi compra questa hot hatch di certo non lo fa per gli adas, visto che nel vano motore è alloggiato il propulsore tricilindrico più potente mai creato per un'auto stradale.

Si tratta di un Toyota G16E-GTS 1.6 12V Turbo gestito da un cambio manuale a sei rapporti ed accoppiato alla trazione integrale integrata con un differnziale TorSen.

In grado di erogare la potenza di 260 cv con coppia di 360 Nm, l'unità propulsiva è in grado di spingere la Yaris fino alla velocità massimadi 230 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi.

Dotata di cerchi in lega da 18" avvolti in pneumatici sportivi Michelin Pilot Super Sport, l'auto può essere settata su tre diverse modalità di guida denominate Normal, Track o Sport.

VERDETTO

Sembra un'auto proveniente dall'epoca d'oro delle bare con le ruote e chissà che molte altre aziende non la imitino con il tempo, ma voi cosa ne pensate?

Grazie a Valentina Zanola e Alessandro Renesis per la cooperazione

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